Il Blog intervista: Gloria Giacosa

Ligure “doc”, nata a Savona, classe 1981, impegnata su tantissimi fronti, per lavoro e nel sociale. Gloria benvenuta sulle pagine del nostro blog e grazie per aver accettato il nostro invito.

 

Fingiamo di non sapere nulla di te, ci conosciamo una sera al bancone di un bar. Dopo le presentazioni di rito la prima cosa che ti chiederei è: cosa fai nella vita?

Ciao a tutti, bella domanda! Difficile rispondere dato che, come hai premesso sono impegnata in vari campi, potrei magari risponderti d’istinto dicendoti che sono una “commerciale”, che in effetti non spiega molto (risata). Più precisamente sono una consulente commerciale, vendo spazi pubblicitari, propongo servizi alle aziende.

“Surfando” in rete mi hanno molto incuriosito le attività di “fashion blogger” ed “influencer”. Cosa fa esattamente un “influencer”, come opera e come riesce a influenzare i modi di pensare e di vedere le cose?

Partendo dalla “fashion blogger”, sono testimonial di un’azienda di abbigliamento di Savona, e capita che anche altre aziende si affidino a me per indossare i loro abiti e fare fotografie e cataloghi.

Sul tema “influencer” dici bene, attraverso quello che scrivi e che posti sui social, puoi portare ad influenzare le mode, le tendenze, il modo di vedere le cose. Ovviamente è un ruolo di grande responsabilità perché sappiamo bene tutti, ed abbiamo purtroppo tanti esempi davanti, che il web è uno strumento molto potente e pericoloso.

Come forse avrai capito, amo partire dal principio, tra poco torneremo alla Gloria di oggi. Che adolescenza hai avuto e che sogni avevi nel cassetto?

Ho avuto un’infanzia bellissima, serena, sono cresciuta con tutti i nonni, sono stata circondata da affetto e amore. Ho frequentato tanto i cugini, crescevo soprattutto in mezzo ai maschi, ed in effetti ero diventata un po’ “maschiaccio” anche io (risata).

Come tante bambine da piccola avrei voluto fare la ballerina, crescendo invece mi immaginavo medico, feci anche il test di ammissione, lo passai, ma alla fine non me la sentii.

Ho trascorso un’adolescenza diciamo tradizionale, magari un po’ turbolenta dopo una certa età, come spesso capita alle ragazzine. Sono stati comunque gli anni più belli della mia vita, spensierati, con un gruppo di amiche unite e fidate, tra le quali una che purtroppo è venuta a mancare, ma avremo modo più tardi di toccare l’argomento.

Intorno a 15/16 anni ho partecipato ad alcuni concorsi di bellezza ma, essendo piccolina di statura, non sono mai stata presa in considerazione, negli anni successivi però mi sono presa le mie rivincite (risata).

Già, la Gloria fotomodella che, correggimi se sbaglio, è l’attività che ti ha dato la maggior popolarità. Inizia tutto per caso come ho letto?

Si, è nato per caso, durante una vacanza in Kenya mi hanno fatto alcune foto, che poi ho postato sui miei social, da li sono stata notata da diversi fotografi, che hanno iniziato a contattarmi per collaborare con loro.

Quali caratteristiche, anche fisiche, trova un fotografo lavorando con Gloria?

Beh, diciamo subito che un fotografo non si trova di fronte una “spilungona” (risata). Sono alta 1 metro e 63, un po’ poco secondo certi canoni, soprattutto dell’epoca. Adesso con l’avvento dei “social” è più semplice, e fortunatamente si cercano anche altre doti, come la personalità, la carica erotica, la creatività e perché no anche l’ironia.

Che generi ami soprattutto?

Amo soprattutto il “glamour”, anche il nudo artistico, quindi non esplicito. Mi piacciono anche i ritratti.

Imbarazzo o disagio a posare nuda davanti al fotografo?

No, assolutamente, forse solo le prime volte.

Quanto conta avere uno spiccato lato esibizionista e vanitoso durante uno shooting?

Tantissimo, altrimenti ben difficilmente potresti fare questo lavoro ottenendo ottimi risultati.

Siamo un po’ perfidi, ti sei mai eccitata su un set fotografico?

Sai, dipende anche dal genere di scatti. Se scatti “glamour” è fondamentale il calarsi nella parte, è un consiglio che ti danno anche i fotografi, è quindi normale lasciarsi anche andare, da lì a saltare addosso al fotografo però ne passa (risata).

Cosa consiglieresti ad una giovane ragazza che vuole avvicinarsi a questo lavoro soprattutto al giorno d’oggi, dove con i “social” la fanno da padrone, e dove alcune ragazze si sentono arrivate già dopo il primo “shooting”?

Sicuramente essere umili, porsi obiettivi realistici, avere tenacia ma crearsi anche una seconda possibilità. Consiglio a tutte di studiare, anche perché questa è un’attività, al pari dello sport, che non dura a lungo.

Sono assolutamente d’accordo, infatti uscendo dai luoghi comuni, e dai soliti stereotipi che riguardano le fotomodelle, sei laureata in comunicazione e marketing

Si, mi sono laureata con una tesi in ambito olfattivo, sui profumi. Una tesi curiosa e molto femminile, su come le aziende di profumi riescono a comunicare l’identità del loro marchio attraverso la comunicazione e la pubblicità.

Sei anche titolare di uno studio di consulenza per aziende a Savona, di cosa ti occupi nello specifico?

Si, come ti anticipavo ad inizio dell’intervista sono una consulente commerciale. Oltre all’attività in ambito pubblicitario, aiuto anche le aziende a risparmiare, ad esempio nel settore della telefonia.

Un’altra pagina importante è la televisione, attualmente cosa fai e come è iniziato tutto?

Sì, ho all’attivo tante collaborazioni con Radio e Televisioni Private. Tra queste RTL, RaiSport, Telelombardia ed altre reti private regionali. Posso citarti i programmi “My Job” e “Salotto degli imprenditori”, mandati in onda su un “circuito” di reti regionali di tutta Italia, e sul web. Ho fatto anche “Zona 11 p.m.” sui RaiSport1 con Francesco Rocchi, trattando indiscrezioni di calciomercato.

“Donne e pallone”, binomio sempre più diffuso, chi tifi?

Sono tifosa milanista, ma non sono una fanatica. Mi sono avvicinata a questi colori perché da piccola mi piacevano molto Van Basten e Gullit.

Abbiamo già toccato l’argomento “Social”, sei seguitissima, oltre 150.000 followers su Instagram, per rendere meglio l’idea pensiamo che riempirebbero due volte lo Stadio “Meazza” di Milano. Che rapporto hai col mondo social e quanto tempo ti assorbe al giorno?

Mi assorbe molto, condivido molto della mia vita e del mio lavoro, ma sono consapevole comunque che la vita reale è un’altra. Il contatto umano è sempre quello più importante.

Sicuramente riceverai decine di messaggi al giorno, di solito cosa ti scrivono o ti chiedono, a parte il numero di telefono? (risata)

Arriva di tutto in effetti. Dai normali saluti ai messaggi decisamente più “espliciti”, ma ritengo che faccia parte del gioco. Ovviamente non mancano gli “hater”, anche se ho la mia personalissima opinione, per come sono fatta io se una persona mi è indifferente la ignoro, non la contatto per provocarla, offenderla, insultarla, ma purtroppo, o per fortuna, non siamo tutti uguali (risata).

Capitano anche proposte diciamo un po’ particolari e indecenti. Ne avrete magari sentito parlare perché l’argomento è stato trattato anche dalle “Iene”. Si propongano questi “schiavi” che mettono a disposizione la loro carta di credito offrendoti di fare shopping a loro spese. Una sorta di perversione che volendo ben guardare non ha nulla a che fare con il sesso, ed è sinceramente difficile comprendere come questo possa soddisfare il loro piacere.

Ed ancora, persone col culto del piede, che magari vorrebbero essere calpestati coi tacchi nelle loro parti intime. Queste cose capitano, personalmente non le giudico e non le condanno, però fanno pensare ed a volte sorridere.

Dicevamo all’inizio anche tanto impegno sociale, tanta beneficenza e calendari per cause molto nobili. Ti va di parlarcene anche se sappiamo che questo potrebbe riaprire alcune ferite?

Si, ma riesco a parlartene serenamente. Ho fatto tre calendari benefici, tutti con il fotografo Enrico Ricciardi (sito).

Il primo nel 2016 (link) in favore delle donne vittime di “stalking”. Un argomento che sentivo molto in quanto vissuto da vicino.

Il calendario 2017 (link) invece l’ho fatto per i malati di cancro, essendo mancata una mia cara amica d’infanzia della quale ti ho parlato all’inizio. E’ stata una soddisfazione doppia per un bellissimo articolo pubblicato dal TGCOM (qui)

Presenterò a gennaio il calendario 2018, che questa volta ho voluto dedicare ad un carissimo amico, Franco Recchia, per gli amici semplicemente “Frenk”, mancato a causa di un infarto solo due mesi fa. Da grande estimatore del genere femminile so che da lassù lo guarderà e lo apprezzerà anche perché, rispetto ai primi due calendari benefici, questa volta ho osato un po’ di più, soprattutto in due scatti, aspettate e vedrete (risata).

Hai parlato di stalking, te la senti di raccontarci qualcosa?

Posso dirti che mi sono difesa da accuse di stalking avanzate dal mio ex compagno e… sono stata assolta! L’argomento stalking è molto serio, sono però fortemente convinta che sia fondamentale scindere le vere molestie e violenze, da quei casi caratterizzati più che altro da ripicche, a volte molto infantili, che hanno spesso a che fare con l’affidamento dei figli.

Usando sempre la parola stalking anche quando non lo è, si rischia solo di distogliere l’attenzione dai casi veri e più gravi.

Sul tema ho girato questo video “Sola e Libera”, scritto da Daniela Tessore:

 

Parlando di questi temi è normale pensare ai recenti scandali Weinstein e Brizzi… che idea ti sei fatta?

Premettendo che sono sempre stata contraria ai processi mediatici, ovviamente non posso che condannare le molestie e tutto quanto si è appreso dai media. Vero anche che ci sono differenze tra il classico uomo “farfallone” che ci prova al cospetto di una bella donna, e un molestatore che pretende favori sessuali in cambio di lavoro, e certamente questo non accade solo in ambito cinematografico. E’ successo purtroppo anche a me che qualcuno si offrisse di farmi da “sponsor” se ci fossi andata a letto…

Parlando del caso Brizzi, al di là che sia tutto vero o solo in parte, e per questo fortunatamente ci saranno dei giudici a stabilirlo, trovo grave il fatto, denunciato da svariate ragazze che tra loro peraltro non si conoscevano, che tenesse dei provini a casa sua e che si spogliasse. Sicuramente c’è stata anche ingenuità da parte loro e resta un piccolo dubbio che qualcuna possa anche averne parlato solo adesso per avere un po’ di visibilità.

Quindi sono capitate brutte avventure anche a te…

Sì, come ti dicevo alcune “offerte in cambio di…” o gente che si è spogliata sul set. Se ti capita alla mia età magari ti fai una risata e te ne vai, se ti capita a 18/20 anni la cosa può essere molto diversa. Ho amiche, più giovani di me, per le quali mi sento un po’ una sorella maggiore, che mi hanno raccontato anche loro vicende poco edificanti, di fotografi che magari si sono spogliati, si sono toccati, hanno allungato le mani. Poi dipende anche dal carattere della ragazza e dalla sua personalità nel saper reagire nel migliore dei modi, ma non tutte ne sono purtroppo capaci.

Torniamo a parlare di cose belle. Se hai letto altre nostre interviste ti sarai accorta che siamo un po’ impertinenti e curiosi, cosa ci racconti della Gloria privata? Sei innamorata?

Ho sempre creduto nelle  forti passioni e nei colpi di fulmine, e non è andata bene. Poi, all’età di 36 anni, la vita mi ha insegnato che ci si può anche innamorare di un amico speciale.

Come ti mantieni così in forma? Cosa ami del tuo fisico e cosa un po’ meno?

Cerco di non mangiare troppo perché il mio metabolismo e’ cattivello (risata), limito soprattutto i carboidrati. Compatibilmente col tempo, vado in palestra. Facendo la commerciale per “Telenord”, mi capita di camminare moltissimo durante la giornata per andare dai clienti.

Sul mio fisico, beh vorrei essere più alta, e su questo non posso farci nulla (risata). Sono anche consapevole del tempo che passa, ma bisogna saperlo accettare nel migliore dei modi.

Mi piace il sorriso, il seno ed il sedere e questa volta anticipo io la domanda (risata), non mi sono rifatta nulla, salvo il naso perché avevo anche problemi a respirare.

Non condanno assolutamente il “ritocco”, se lo fai per lavoro può anche essere un investimento, a patto di farlo bene, perché di brutti esempi ce ne sono tanti, troppi.

Probabilmente le tue giornate dovrebbero durare il doppio, riesci comunque a ritagliarti un po’ di spazio per i tuoi hobby, le tue passioni?

Come dicevo poco fa il mio sport è non fermarsi mai, per lavoro sono abituata a camminare e correre tantissimo.

In passato sono stata campionessa di sci, è uno sport che mi piace sempre molto, ma negli ultimi anni sono riuscita ad andare poche volte. Spesso andavo spesso con l’amica che purtroppo è mancata, era molto brava.

Amo la musica, soprattutto il “pop”. Ai concerti non vado spessissimo, prediligo i cantanti internazionali, come Madonna e Rihanna.

Per lavoro viaggi molto e sappiamo che sei appena tornata da Miami…

Si, sono appena tornata dagli “states” e sto ancora litigando con il “jet lag” (risata). Ero a Miami per “Lake Sirens”, un progetto fotografico di Enrico Ricciardi a cui ho preso parte insieme ad altre bellissime ragazze. Il progetto è stato presentato in location e locali prestigiosi. Siamo state anche ospiti di Radio 105 nella sede di Miami. Peraltro, in quei giorni c’era anche l’Art Base, quindi in città c’erano mostre, manifestazioni e tantissima gente.

Come ti sei trovata a Miami? Hai un tuo luogo preferito dove ti piacerebbe vivere?

E’ una città molto bella, che offre tante opportunità di lavoro, il mito del sogno americano esiste davvero. Inoltre, la temperatura è molto buona, certo in piena estate fa molto caldo, ma in inverno si sta bene. La cosa forse meno positiva è che, per certi versi, mi ricorda un po’ Dubai, la trovo infatti un po’ finta, viene data tanta importanza all’apparenza. Diciamo che sotto questi punti di vista non rappresenta al 100% il mio modo di essere.

Se dovessi invece pensare ad un luogo dove vivere all’estero, risponderei sicuramente Londra. Alcuni quartieri come Camden Town e Portobello sono molto alternativi, una città dove l’apparenza passa in secondo piano. I londinesi sono un po’ pazzerelli, ma hanno regole sensate e le rispettano, tipico dei paesi anglosassoni. In Italia invece ci sono spesso regole e leggi assurde, che comunque non vengono rispettate. Certo, il clima londinese non è il massimo (risata).

Progetti futuri, sia dal punto di vista lavorativo sia personale?

Sicuramente continuare a fare quello che sto facendo, sia in ambito commerciale, sia televisivo e come fotomodella. In ambito personale, beh mi piacerebbe avere una famiglia e diventare mamma.

Un enorme grazie a Gloria per il tempo concessoci e la sua disponibilità. Spazio ai suoi contatti ed alla galleria fotografica e video.

 

 


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Backstage del Calendario 2018
per l’amico “Frenk” Recchia

 

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2 pensieri su “Il Blog intervista: Gloria Giacosa

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