Ventunozeronovantasette

Giugno 2014. Domenica pomeriggio. Mi alzo dal divano e decido di riesumare le scarpe tecniche da corsa acquistate con buoni propositi mesi prima. Poco più di un anno dopo mi ritrovo ad allacciare sempre un paio di scarpe tecniche per correre la mezza maratona di Pisa.


La corsa ha sempre fatto parte della mia vita. Da ragazzo quando praticavo basket a livello agonistico e poi anche dopo, per tenermi un po’ in forma. Ma diventare “runner praticante” è tutta un’altra faccenda. Cominci a correre due tre chilometri un giorno e a distanza di pochi mesi già ne macini una decina senza più poterne farne a meno… Continua a leggere “Ventunozeronovantasette”

“Vinile? Sì, grazie!”

Ricevute le chiavi del Blog dall’amico Roby (che attualmente ha il fondoschiena a mollo, al mare) Big Samma si dà da fare…per quanto può.

…speriamo di non deludere!


E’ tornato il momento di riesumare i miei vecchi vinili e di ricominciare a comprarli? Pare proprio di sì.
Negli ultimi anni il mercato del vinile ha subito un’incredibile impennata. Sia oltre oceano negli Stati Uniti che in Europa, impazza nuovamente la “vinilmania”. Italia quarto mercato europeo dietro Germania, Gran Bretagna, Francia e Olanda. Incredibile se pensi che dagli anni novanta in poi il compact disc e la musica digitale sembravano aver spodestato definitivamente questo fascinoso oggetto. Macché, ha cavalcato l’onda per oltre quarant’anni, si è preso una pausa ed ora sembra ritornato agli antichi splendori.
Il primo trentatré giri o LP “long playing” fu infatti realizzato negli Stati Uniti nel 1948 ed avendo caratteristiche di capacità e durevolezza maggiori del suo predecessore settantotto giri, venne accettato immediatamente come standard. Nel 1949 fu la volta del primo disco singolo a quarantacinque giri (sapevate che il numero 45 è dato dalla sottrazione tra il 78 e il 33? Curioso vero?).
Con l’avvento dei singoli a 45 giri fu anche boom dei jukebox, a mio modesto parere, più belli di ogni epoca. Nel decennio degli anni cinquanta un’ulteriore accelerata “tecnologica” con il passaggio dal disco monofonico (realizzato con il segnale di un solo canale) a quello stereofonico (multicanale). Passaggio fondamentale che porterà il vinile al suo massimo apice, alla fine degli anni settanta, quando nel mondo ne furono venduti quasi un miliardo.

La bellezza del disco non è rappresentata solo dal suo classico colore nero ma soprattutto dalla copertina, la cover, che viene curata fino al punto di divenire vero e proprio manufatto artistico.
Ricordo ancora quando da quattordicenne mi recavo nel mio negozio di dischi preferito Mariposa, a Milano.
Quando si organizzava l’uscita con gli amici, una volta la settimana, era sempre un’emozione (con la paghetta alla mano ancora di più!). Passavo le ore in quel posto.
Tanta era la voglia d’immergersi nei dischi esposti e di farsi dare in anteprima informazioni sull’ultimo LP in uscita. I ragazzi che “lavoravano” al negozio erano anche gli addetti alle prime recensioni. Da quei primi giudizi scaturivano quasi sempre accese diatribe sul tal genere musicale, il tal chitarrista, la tal voce e chi più ne ha ne metta. Un luogo dove si “parlava” di musica osservando la diretta interessata sotto forma di disco nero. Disco che esercitava un fascino unico per noi ragazzini. E poi a casa difilato, il giradischi era lì che ti aspettava.
Si scartava l’LP manco fosse un preziosissimo vetro di Murano, con cura amorevole lo si estraeva dalla copertina, lo si posizionava sul piatto e dopo aver predisposto braccio e puntina sul primo solco, cominciava la magia di quel suono unico, ricco di quelle imperfezioni che lo rendevano caldo e accattivante. Suono che nessun compact disc o emmepitre potrà mai eguagliare… Dopo un po’ ci facevi l’abitudine a quelle piccole imperfezioni. Diventava una bellissima abitudine…

Dicevo “E’ tornato il momento di riesumare i miei vecchi vinili e di ricominciare a comprarli?”.
“Sì, è tornato quel momento”.

Stefano Sammaritani

In visita all’ex manicomio di Mombello a Limbiate

Oggi ho l’immenso piacere di pubblicare un articolo scritto dall’amico Stefano Sammaritani, che ci racconta la sua esperienza fotografica all’ex manicomio di Mombello, alle porte di Milano. Si ringrazia Stefano per la preziosa collaborazione e per le bellissime fotografie fornite.


Era febbraio d’un paio d’anni fa quando un vecchio amico, che non vedevo da una vita, mi messaggia mezzo social network. Da lungo tempo programmiamo un’uscita insieme per sfogare la nostra passione più profonda: la fotografia. Così, di primo acchito, mi viene proposta una location un po’ inconsueta per un trip fotografico: l’ex manicomio di Mombello a Limbiate nella provincia di Monza e Brianza. Resto di sasso. Fino a quel momento la mia “arte” era indirizzata altrove. Qui si trattava di oltrepassare un limite ben preciso. Varcare la soglia di un vecchio ospedale psichiatrico abbandonato, un manicomio, una “casa dei matti” come si diceva all’epoca… Continua a leggere “In visita all’ex manicomio di Mombello a Limbiate”