Il Blog rincontra: Gloria Giacosa

Buongiorno cari lettori, rincontriamo oggi la bella Gloria, dopo l’interessante intervista del dicembre 2017 (qui).

Ciao Gloria, bentornata e grazie per il tempo che ci dedichi!

Seguendo i tuoi profili “social” sono emersi due temi che ci piacerebbe affrontare con te. Il primo riguarda Nadia Toffa, mancata recentemente dopo una lunga malattia, lasciando tante persone sgomente. Ne parliamo proprio mentre è ricominciata da pochi giorni una nuova edizione delle Iene. Il secondo tema, più leggero, lo scopriremo più tardi.

Allora Gloria, chi ti segue ha notato che sei rimasta profondamente scossa, non solo per la scomparsa di Nadia, ma anche per la reazione che c’è stata a livello di “social media”, con battute anche di pessimo gusto.

Ciao a tutti! Hai ragione, la scomparsa di Nadia è stata davvero traumatica per me, che da tempo la seguivo ed ho sempre nutrito tanta stima per lei. Quindi trovo normale aver pubblicato diversi post e mi sia confrontata spesso con diverse persone, anche con toni abbastanza accesi.

Per quanto riguarda la reazione dei social media alla sua scomparsa, ma anche prima durante la sua malattia, sono convinta che in molti non abbiano avuto l’intelligenza e l’empatia per capire che in alcune sue “uscite”, rafforzate dalla sua grande esposizione mediatica, ha espresso solo il personale punto di vista riguardo alla malattia e come secondo lei era giusto affrontarla.

Ricordiamo tutti che uno degli episodi più controversi, ad esempio, risale a quando, in occasione dell’uscita del suo libro, Nadia aveva definito il cancro un “dono”.

Probabilmente diverse persone sono rimaste un po’ colpite quando, dopo la prima operazione, e qualche settimana di assenza, sia tornata in tv raccontando la sua malattia ed affermando, dopo così poco tempo, di esserne guarita.

Dopo la prima operazione, successiva al malore accusato in un albergo di Trieste, Nadia aveva fatto il suo ritorno in tv molto presto, dopo pochi mesi. Questo aveva scatenato ancora una volta i velenosi commenti degli haters sul web, che sostenevano che non fosse realmente malata e che volesse solo farsi pubblicità, renditi conto…

Tra i commenti di gioia di tanti fan, infatti, a molti non era sfuggito quello di un hater, che aveva scritto: «Tanto finirà presto all’obitorio». No comment..

Conoscevi personalmente Nadia? O hai qualche indiscrezione da riverlarci?

Non conoscevo Nadia personalmente, non ho fatto purtroppo in tempo. Tre anni fa ho collaborato con “Le Iene” per un servizio durante Sanremo. Proprio in quella occasione lei ebbe il malore di Trieste. Erano tutti molto preoccupati. ed in quel momento mi sono resa conto di quanto affetto e quanta apprensione ci fossero dietro a quella “piccoletta”. Non era solo un bel personaggio televisivo, era soprattutto una bella persona, vera. Di lei mi hanno riferito i colleghi e autori che fosse una grande lavoratrice, che vivesse per il lavoro, una vera professionista.

Credo, anche se non posso avere la pretesa di parlare per lei, che il suo intento fosse lasciare qualcosa di buono. Aiutare gli altri. Nadia voleva che la sua esistenza avesse un senso. Dal momento che dio aveva scelto per lei di sconvolgere la sua esistenza, a lei era stata data la possibilità di scegliere, o sopravvivere, subendo la malattia, o vivere facendo qualcosa di buono, aiutando gli altri.

Immagino che tu abbia letto il suo libro “Fiorire d’Inverno“, che sensazioni hai avuto? A me ha fatto riflettere e colpito soprattutto per l’energia e la positività che è riuscita a mantenere anche quando aveva intuito che non ci sarebbe stato probabilmente un lieto fine.

Condividere con il pubblico alcuni messaggi positivi sulla malattia per lei era una missione. Credo che sia stata odiata anche perché ha dato risposte a domande che ognuno di noi non vorrebbe mai farsi.

Se dovessi descrivere Nadia in tre parole quali useresti?

In tre parole? Forte, fragile, giusta…

La forza è nel coraggio e nella irriverenza di mostrarsi anche e soprattutto fragile, e tenera, un lato che mostrava forse meno nella malattia. Senza mai vergogna o complessi.

La terza qualità riguarda di più l’aspetto professionale, che però non si distacca troppo dal suo essere. La sua professionalità riflette la sua sete di verità e giustizia, sempre presente nei suoi servizi.

Che messaggi ha lanciato e quale eredità lascerà secondo te?

Lei ha combattuto contro il tabù della malattia. Ha guardato in faccia il cancro, chiamandolo per nome. Ha rivendicato la possibilità di dire liberamente di essere malata. Ha sdoganato le parrucche… Ci vuole tanta tanta forza soprattutto per una giovane e bella donna, non è facile perdere i capelli. Ha fatto più lei in pochi mesi di malattia di tante persone che vivono 90 anni.

Intendeva dire che la malattia può essere un’opportunità per diventare più forte, senza farsi condizionare. E se ce l’ha fatta lei, potevano riuscirci anche altri.

Il messaggio era chiaro, voleva fare forza agli altri e dare un po’ di forza anche a se stessa, perché in realtà aveva paura, chi non l’avrebbe avuta…

Vedi, tornando agli haters, sono convinta che questa positività nelle loro vite sia proprio assente. Lei da una malattia ha trovato la forza di diventare una persona migliore. E’ stata massacrata per aver definito il cancro un dono. Ma ci voleva necessariamente il traduttore? Manca così tanta empatia nelle persone per non capirne il senso? Trovo assurdo il fatto che si sia dovuta anche giustificare!

Immagino che la prima puntata di questa nuova stagione de “Le Iene” sia stata per te molto forte e commovente, con tutte le “Iene”, recenti e passate, sul palco ad omaggiarla. Come l’hai vissuta?

Abbiamo pensato tanto a come iniziare questa puntata senza di lei“.

Così Alessia Marcuzzi ha aperto la nuova stagione. Le sue parole sono quelle delle cento Iene che sono tornate in famiglia per una sera per ricordare la nostra Nadia. Prosegue Alessia:

Volevamo stare qui e in qualche modo festeggiare la vita. Questo voleva Nadia. Diceva sempre così. Sorrideva sempre. Lei aveva sempre il sorriso stampato in faccia”, ha detto Alessia. “Diceva sempre che non conta quanto vivi ma come vivi. Nadia ha fatto sempre quello che voleva fare nella sua vita. Voleva fare la Iena fin da studentessa. Voleva indossare questa giacca e questa cravatta. Nadia ha vinto perché ha vissuto come voleva“.

Cosa potrei aggiungere d’altro, solo che ho pianto molto durante la puntata, perché egoisticamente mi spiace aver perso la conduttrice che amavo di più. È come se fosse venuta a mancare un’amica, ed a volte non mi sembra ancora vero che non ci sia più.
Ogni volta che muore qualcuno improvvisamente, l’idea di non vederlo mai più è difficile da accettare… si fa fatica.

Come ampiamente già accennato, so che per lei contava il modo in cui si viveva, e non quanto… ma trovo comunque profondamente ingiusta la sua morte. Il mondo aveva bisogno di una donna così, poteva dare ancora tantissimo, nelle sue battaglie, era rivoluzionaria.

 

Lasciamo questa pagina molto triste e passiamo ad un altro tema, fortunatamente più leggero, che sappiamo ti sta abbastanza a cuore (risata), i tuoi adorati “haters”. Sei riuscita ad entrare un po’ nella loro testa, c’è della materia?

Credo che nella mente degli haters ci sia qualcosa, ma anche tanto dolore e frustrazione nel loro cuore. Chi vive infelice per un sorriso altrui deve avere un’esistenza molto infelice. Per questo il sentimento che prevale verso di loro è profonda pena e compassione.

Dopo anni che vivi il fenomeno abbastanza da vicino, sei riuscita a capire da dove nasca il loro disagio? Può esserci magari la noia tra le cause?

Non credo che il loro disagio nasca dalla noia. La noia fa parte dell’esistenza, dell’essere umano. Non per questo mi metto a “vomitare” su Internet. Se non so cosa fare vado in palestra, vado a fare un giro in auto, un viaggio, o guardo un film, non passo le giornate su internet a insultare, soprattutto gente che non conosco…

Quali sono gli insulti che ricevi maggiormente ed arrivano più dal popolo maschile o femminile? Dove trovi la calma per non reagire a male parole?

Ricevo più insulti dagli uomini, e credo che non sia una grossa sorpresa. Gli uomini sono più “semplici“ e diretti anche negli insulti, le donne sono più subdole.

Resto calma perché non mi offendono. Mi offendono, o meglio mi toccano, solo le critiche costruttive mosse da persone che mi conoscono bene, che stimo e mi sono vicine. Gli estranei sono estranei, e chi giudica dalla apparenza non può essere molto intelligente.

Nonostante tu sia indubbiamente una bella donna, e le tante foto non mentono, leggiamo a volte “appunti” sul tuo fisico, a volte molto diretti e coloriti, a volte pure insinuazioni. A questi bei “complimenti” come rispondi?

I commenti dispregiativi che fanno al mio aspetto possono anche essere corretti a volte, perché non ho più 20 anni e non sono Bella Hadid, quindi ci possono stare. Non riesco a capire perché mi seguano se non mi apprezzano, tuttavia questi commenti “estetici” sono in assoluto quelli che mi colpiscono di meno, perché si basano su valori che, contrariamente a quanto possa sembrare dal mio profilo da “modella”, non sono fondamentali per me, soprattutto in questo momento della mia vita. C’è altro nella vita, la bellezza passa per tutti e non porta alla felicità.

Dopo questo interessante confronto su questi due temi, in conclusione vorremmo chiederti un po’ di “updates” sulla tua carriera, cosa stai facendo attualmente e cos’hai in previsione nel breve?

Ho in cantiere qualche bello shooting con altri fotografi importanti e la copertina di una rivista popolare a Milano. Uno scatto invece verrà utilizzato per un calendario benefico per l’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova.

Ora lavoro per una multinazionale e non ho più tempo per la tv, ma sono felice così. Vorrei una famiglia, vorrei diventare presto mamma.

Dato che tra i lettori del blog ci sono sicuramente tanti maschietti, e speriamo pochi haters (risata), ci regali qualche scatto e ci racconti come sono stati i recenti shooting?

Tra gli ultimi fotografi coi quali ho scattato vorrei citare Riccardo Liporace, Antonio Carbone e Luca De Nardo, tutti e tre molto bravi a ritrarre l’erotismo della donna senza scendere nella volgarità. Per quanto riguarda le foto, ti lascio volentieri qualche scatto da pubblicare.

Grazie a Gloria per la piacevole chiacchierata, quando e se vorrai le porte del nostro blog sono sempre aperte!


Galleria Fotografica

Gloria per Antonio Carbone


Gloria per Luca De Nardo

Gloria per Riccardo Liporace

 


 

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